I missionari gesuiti Manuel da Nóbrega e José da Anchieta fondarono il villaggio di “São Paulo dos Campos de Piratininga” il 25 gennaio 1554, insieme con il loro entourage,che istituì una missione denominata “Colegio de São Paulo de Piratininga” volto a convertire le popolazioni indigeni brasiliane al culto della religione cattolica. Situato appena al di là della “Serra do Mar” che si affaccia sul porto della città di Santos e vicino al fiume Tietê, il nuovo insediamento collocato in un punto cruciale, divenne fin da subito zona di transito come naturale accesso dalla costa sud-est verso la vasta e fertile pianura a occidente.
San Paolo è diventato ufficialmente una città nel 1711. Nel 19 ° secolo, conobbe un fiorente prosperità economica dovuta principalmente alle esportazioni di caffé verso l’estero, ce cui spedizioni partirono dal vicino porto a Santos (città limitrofa). Dopo l'abolizione della schiavitù nel 1888, orde d’immigrati provenienti da Italia, Portogallo, Spagna, Germania e molti altri paesi europei giunsero a San Paolo, dove trovarono impiego nelle piantagioni di caffé. All'inizio del 20 ° secolo, il prezzo del caffé crollò a causa di un netto calo dei prezzi a livello internazionale e la città incominciò pian piano a convertirsi verso altri settori, in primis il terziario e i mercati satelliti al mondo della finanza divenendo il maggior fulcro per glia affari che interessano il Paese.
Con l’iniziare del ‘900, gli imprenditori locali congiuntamente con investitori esteri hanno dato vita a un rigoglioso sviluppo industriale che ha attirato nuovi contingenti d’immigrati soprattutto italiani, cosa che ha pian piano caratterizzato il DNA delle genti locali con quei caratteri truffaldini espressamente tipici di alcune del Bel Paese, ragion per cui il turista dovrà sempre far molta attenzione ogni qualvolta s’affida a “oriundi”, sia per quanto riguarda gli spostamenti in taxi, sia acquisti o servizi di vario genere.
Nella prima metà del XX secolo, in aggiunta agli europei si aggiunsero immigrato giapponesi, siriani, libanesi che hanno caratterizzato intere aree cittadine di quei caratteri tipici delle differenti culture, ciò si rispecchia nella cucina, nelle abitazioni, nei bazar, ecc. Lungo tutto il XX secolo, il boom economico della città, ha attratto enormi ondate di migranti provenienti dalle regioni più povere del Brasile, come per esempio il Nord-est.
Sul finire del XX secolo, per via della concorrenza da parte di diverse città brasiliane che offrono vantaggi di tipo fiscale per le imprese e gli impianti di produzione, San Paolo ha progressivamente depotenziato il settore industriale a favore del settore dei servizi. La città è sede di un gran numero banche, uffici, studi legali, società multinazionali e imprese volte al consumo di beni e servizi divenendo di fatto il maggior centro di business in America Latina.
Il suo enorme bacino d’utenza (oltre 20 milioni di persone) è una calamita per le multinazionali in cerca d’ampliare i propri orizzonti.
Non mancano importanti eventi quali fiere dedicate all’arte e concerti di musica che caratterizzano questa città come una sorta di centro culturale, a tal proposito si calcola che l’afflusso di persone in visita alla città sia maggiore rispetto a quelle che giungono nell’eterna rivale Rio de Janeiro, benché quest’ultima presenti maggiori connotati di tipo turistico-balneari.